2020, CHE SIA L’ANNO DEL LAVORO

Era il 7 maggio del 2014 quando a Napoli fu presentata la nuova veste di “Nuove Socialità: ” Riparte “Nuove Socialità” on line, testata giornalistica volta a sviluppare il confronto sui temi di attualità politica, sociale e sindacale, a promuovere la cultura e la partecipazione democratica”. Sono trascorsi cinque anni e possiamo trarre un giudizio positivo sulla nostra attività che ha tenuto fede a quanto dichiarato alla presentazione del nostro giornale. Questo nuovo anno ci vedrà particolarmente impegnati sul tema fondamentale del lavoro. Il lavoro che c’è, il lavoro che manca, il lavoro che vorremmo. Troppe regole ingiallite dal tempo. Una giungla di norme non controllabili. Il vuoto tra domanda e offerta. Una formazione che il più delle volte serve solo ai formatori. Un sindacato Confederale incapace di rinnovarsi e sempre meno democratico. Il primo dibattito che vogliamo lanciare è proprio sul “modello” da adottare, perche al punto in cui siamo giunti non servono pannicelli caldi ma proposte “rivoluzionarie” e una di queste proposte sta scritta nella nostra Costituzione, all’articolo 46 “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”. Si, la Partecipazione e la Cogestione sono la stella polare del nuovo “modello” del lavoro in Italia. Se partiamo da questo avremo meno aziende in crisi, maggiore certezze per lavoratori e imprenditori, uno sviluppo sociale ed economico sostenibile, migliore utilizzo delle risorse pubbliche che significa meno “prenditori” e più “imprenditori”. Non sfuggo al nodo sulla rappresentatività da tutti evocata ma nessuna la vuole. Questo tema è fondamentale per la costruzione del nuovo Sindacato non più verticistico ma fortemente territoriale e categoriale. Il Sindacato deve scegliere tra fare il sindacato o fare impresa sindacale e allora anche qui la proposta “rivoluzionaria” è scritta nella nostra Costituzione, Articolo 39, il riconoscimento giuridico dei sindacati con le certificazione dei bilanci. E’ chiedere troppo? Noi crediamo di no ed ecco perché vorremmo un anno all’insegna del lavoro. Buon 2020!
Salvatore Ronghi

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